F24 ordinario o semplificato: differenze e quale scegliere

Tasse e normativa12 min di lettura
F24 ordinario o semplificato: le differenze tra i due modelli di versamento
Redazione Vivid

La redazione di Vivid scrive di costituzione d'impresa, finanza e lavoro autonomo, con guide pratiche su conti aziendali, tasse e finanziamenti per founder e liberi professionisti.

Il foglio è sul tavolo, la scadenza è vicina e la domanda è sempre la stessa: va bene questo modulo o ne serve un altro? La differenza tra F24 ordinario e semplificato si vede prima ancora di leggere i codici. Uno dei due si distende su più sezioni, l’altro sta in una facciata sola.

Qui trovi i due modelli a confronto: come sono fatti, cosa si versa con ciascuno, quale usare per IMU e contributi, dove si firma e dove si paga. I riferimenti sono quelli dell’Agenzia delle Entrate.

In breve:

  • L’ordinario ha sei sezioni: imposte, contributi, tributi locali, premi e accise.
  • Il semplificato sta in una facciata, con una sezione unica per imposte erariali, regionali e locali, IMU compresa.
  • Contributi INPS e premi INAIL passano solo dall’ordinario.
  • Il campo codice ente vuole il codice catastale del Comune.
  • I titolari di partita IVA versano solo per via telematica.

Cos’è il modello F24 e a cosa serve

Cosa è l’F24 si spiega meglio con la funzione che con la definizione: è il modulo con cui in Italia si versano quasi tutte le somme dovute al fisco e agli enti previdenziali. Si chiama unificato per una ragione pratica: con una sola operazione si pagano tributi diversi e, se ci sono crediti disponibili, il dovuto si compensa invece di uscire per intero dal conto.

Lo usano tutti i contribuenti, con o senza partita IVA. Sullo stesso foglio passano IRPEF, IVA, ritenute, l’IMU e la TARI del Comune, i contributi INPS e i premi INAIL. Proprio perché copre così tanto, il modulo non è uno soltanto.

Quali modelli F24 esistono

Le versioni in circolazione sono cinque e ognuna ha un compito preciso.

F24 ordinario: il modello completo, per imposte, contributi, tributi locali, premi e accise.
F24 semplificato: una facciata sola, per imposte erariali, regionali e locali, IMU compresa.
F24 ELIDE: per i versamenti legati ai dati di un atto, come i contratti di locazione.
F24 accise: per le imposte su energia, alcoli e tabacchi, con sezioni proprie.
F24 predeterminato: arriva già compilato dall’ente, con importi e codici al loro posto.

Il modello F24 ordinario: com’è fatto

Il modello ordinario è quello che regge tutto il resto. In alto stanno codice fiscale e dati anagrafici, poi lo spazio si divide per destinatario: una parte allo Stato, una all’INPS, una alle Regioni, una ai Comuni. Ogni riga porta un codice tributo, un anno di riferimento e un importo, a debito oppure a credito.

L’ampiezza è il suo vantaggio. Nello stesso modulo convivono l’IVA del trimestre, i contributi del titolare e la rata dell’IMU, e un credito maturato su un tributo abbatte il debito su un altro. Le righe si sommano, il saldo è uno solo.

Le sezioni del modello ordinario

Le diverse sezioni dicono dove va il denaro. Un importo scritto nella sezione sbagliata arriva all’ente sbagliato anche con il codice tributo corretto.

SezioneA chi è destinataEsempi tipici
ErarioStatoIRPEF, IRES, IVA, ritenute
INPSINPSContributi di artigiani, commercianti, gestione separata
RegioniRegioniIRAP, addizionale regionale
IMU e altri tributi localiComuniIMU, TARI, addizionale comunale
Altri enti previdenziali e assicurativiINAILPremi INAIL
AcciseDogane e monopoliEnergia, alcoli, tabacchi
Le sezioni del modello F24 ordinario, una per ciascun ente destinatario

Il modello F24 semplificato: com’è fatto

Che cos’è un F24 semplificato lo dice il formato. Una facciata, divisa in due parti identiche: la prima si compila, la seconda resta come ricevuta. I campi codice atto e codice ufficio si riempiono solo quando l’ente lo chiede.

Sotto c’è una sezione unica, quella del motivo del pagamento. La prima colonna si chiama proprio “sezione” e accetta tre sigle: ER per l’erario, RG per le regioni, EL per gli enti locali. È qui che l’F24 semplificato concentra il lavoro distribuito su più riquadri nell’ordinario. I campi con lo sfondo grigio riguardano l’IMU e gli altri tributi comunali: numero di immobili, detrazione, acconto o saldo. Restano fuori contributi INPS, premi INAIL e accise.

Il campo codice ente e dove trovarlo

Il codice ente dell’F24 semplificato indica l’amministrazione che incassa la somma. Per i tributi comunali coincide con il codice catastale del Comune in cui si trovano gli immobili: quattro caratteri, una lettera e tre cifre. Nelle righe delle sezioni erario e regioni il campo resta vuoto, perché il destinatario è già identificato dal codice tributo.

Il codice si trova sull’avviso inviato dal Comune, sulle ricevute degli anni precedenti e nella tabella dei codici catastali dell’Agenzia delle Entrate, dove la ricerca si fa per denominazione.

Differenze tra F24 ordinario e semplificato

F24 semplificato o ordinario: la differenza tra i due modelli si misura su quattro assi, struttura, ambito, compensazione e uso tipico. Sul primo la distanza si vede a colpo d’occhio: le sezioni passano da sei a una. Sul secondo pesa l’assenza della sezione INPS nel modello breve. La compensazione funziona allo stesso modo, ma su perimetri diversi: il semplificato compensa solo tra i tributi che può ospitare.

CaratteristicaF24 ordinarioF24 semplificato
StrutturaSei sezioni, anche su più pagineUna sezione unica, una facciata
Tributi ammessiImposte, contributi, premi, tributi locali, acciseImposte erariali, regionali e locali
Contributi INPS e premi INAILSezioni dedicateNon previsti
Compensazione dei creditiSu tutti i tributi del modelloSolo sui tributi ammessi
Uso tipicoPartite IVA, scadenze ricorrentiIMU e tributi comunali, versamenti singoli

La regola pratica: se nella scadenza compaiono contributi previdenziali o premi assicurativi, il modello è l’ordinario. Se ci sono solo imposte erariali, regionali o comunali, il semplificato basta.

Differenza tra F24 e F24 semplificato

Nel linguaggio di tutti i giorni “F24” senza altre specificazioni indica il modello ordinario, quello storico da cui derivano gli altri. La differenza tra F24 e F24 semplificato è quindi quella tra la versione completa e quella breve dello stesso modulo: cambiano sezioni e tributi ammessi, non la funzione. Il valore legale del versamento è identico.

Quale modello F24 scegliere

La scelta si fa guardando due cose: che cosa si paga e a chi. La domanda su quale sia la differenza tra F24 ordinario e semplificato, nella pratica, si riduce a una: nella scadenza compaiono contributi previdenziali o premi assicurativi? Se la risposta è sì, il modulo è l’ordinario. Se ci sono soltanto imposte dello Stato, della Regione o del Comune, il semplificato fa lo stesso lavoro con meno campi.

Molto spesso, però, la scelta è già stata fatta da qualcun altro: il Comune allega il modulo all’avviso IMU, il commercialista prepara la delega dal software della contabilità, l’avviso bonario arriva con il suo F24 predeterminato. In questi casi il modello davanti agli occhi è quello corretto.

IMU: F24 ordinario o semplificato?

IMU con F24 semplificato o ordinario: vanno bene entrambi, ed è il motivo per cui la domanda torna ogni giugno e ogni dicembre. Il semplificato è nato proprio per questo versamento: sigla EL, codice catastale del Comune, campi grigi per numero di immobili, detrazione, acconto o saldo. Tutto quello che serve sta in poche righe.

L’ordinario resta preferibile quando l’IMU viaggia insieme ad altro: chi paga nella stessa settimana IVA, contributi e imposta comunale mette tutto in un modulo solo.

Contributi INPS: quale modello si usa

Per i contributi previdenziali la domanda F24 INPS ordinario o semplificato ha una risposta sola: l’ordinario. Il semplificato non ha la sezione INPS, e senza quella mancano i campi che l’istituto usa per abbinare il versamento alla posizione contributiva: codice sede, causale contributo, matricola, periodo di riferimento.

Vale per tutte le gestioni: artigiani, commercianti, iscritti alla gestione separata, datori di lavoro. Gli enti previdenziali diversi dall’INPS, come l’INAIL, hanno la loro sezione poco più sotto.

Come compilare il modello F24 ordinario

La compilazione segue sempre lo stesso ordine, dall’alto verso il basso. I codici tributo sono molti e cambiano nel tempo: la tabella da tenere aperta accanto al modulo è quella dell’Agenzia delle Entrate.

I cinque passaggi della compilazione

1
Passaggio 1: dati anagrafici e codice fiscale

In testa vanno codice fiscale, dati anagrafici e domicilio fiscale. Per le società, denominazione e codice fiscale.

2
Passaggio 2: scelta della sezione

Ogni importo va nella sezione dell’ente che incassa: erario, INPS, regioni, tributi locali.

3
Passaggio 3: codice tributo e anno di riferimento

Il codice tributo identifica l’imposta, l’anno di riferimento il periodo: per i saldi l’anno d’imposta, per gli acconti quello in corso.

4
Passaggio 4: importi a debito e a credito

Gli importi si scrivono con due decimali. I crediti vanno nella colonna dedicata e abbattono il dovuto.

5
Passaggio 5: saldo finale e firma

Ogni sezione ha un totale, che confluisce nel saldo finale. In fondo si firma e si indica l’IBAN per l’addebito.

Come compilare il modello F24 semplificato

Il percorso è lo stesso, su scala più piccola. Dopo i dati anagrafici si passa alla sezione unica, dove ogni riga si apre con la sigla della destinazione: ER, RG oppure EL. Seguono codice tributo, codice ente, anno di riferimento e importo. I campi grigi valgono per l’IMU, e una casella dedicata segnala il versamento regolarizzato con il ravvedimento operoso.

Resta il dubbio più cercato di tutti: dove si firma il modello F24 semplificato? In fondo alla facciata, nel campo firma, accanto allo spazio in cui si autorizza l’addebito indicando il codice IBAN. Con la firma la delega di pagamento è completa.

Errori di compilazione più frequenti

Tre caselle raccolgono quasi tutti gli errori: codice tributo, anno di riferimento e sezione. Un codice sbagliato manda la somma sull’imposta sbagliata, un anno sbagliato la attribuisce a un altro periodo, una sezione sbagliata a un altro ente. Tutti e tre si sistemano.

Per i tributi gestiti dall’Agenzia delle Entrate la modifica si chiede online con il servizio CIVIS, indicando gli estremi del versamento F24 riportati sulla ricevuta, oppure allo sportello. Restano fuori i totali versati e i crediti già compensati.

Dove e come si paga il modello F24

I canali dipendono da chi versa. I titolari di partita IVA presentano l’F24 solo in modalità telematica: servizi F24 web e F24 online dell’Agenzia, internet banking di banche e Poste convenzionate, oppure un intermediario abilitato. Chi non ha partita IVA può usare anche il modello cartaceo allo sportello di banche, uffici postali e agenti della riscossione, dove il pagamento avviene in contanti, con carta o con addebito sul conto. La modalità telematica resta comunque aperta a tutti e conserva la ricevuta del versamento in automatico. Chi ha un conto aziendale Vivid compila e invia i pagamenti F24 online dalla Web App.

Chi versaCanali disponibili
Titolari di partita IVAServizi telematici dell’Agenzia, internet banking, intermediari abilitati
Contribuenti senza partita IVAGli stessi canali, oppure il modello cartaceo allo sportello
Deleghe con compensazioneSolo i servizi telematici dell’Agenzia
Il modello F24 si presenta e si paga in modalità telematica

Compensazione e F24 a saldo zero

La compensazione è la ragione per cui il modello si chiama unificato. Un credito d’imposta, per esempio l’IVA del trimestre, si scrive nella colonna dei crediti e riduce il debito della stessa delega. Dal conto esce solo la differenza.

Quando i crediti coprono interamente i debiti si parla di F24 a saldo zero. Dal conto non esce nulla, ma la delega si presenta lo stesso: è il documento con cui l’Agenzia registra l’utilizzo dei crediti. Tutte le deleghe con compensazione passano dai canali telematici.

F24 per liberi professionisti e imprese

Per chi ha una partita IVA l’F24 torna ogni mese o ogni trimestre, tra IVA, ritenute e contributi. Contano tre cose: conoscere le scadenze in anticipo, avere i fondi disponibili il giorno dell’addebito e conservare le ricevute con il resto della contabilità.

Qui aiuta la separazione tra conto dell’attività e conto personale. Con un conto aziendale dedicato le uscite verso il fisco restano visibili sull’estratto conto, e i sotto-conti con IBAN proprio tengono da parte la quota per le imposte. Lo stesso vale per il conto per liberi professionisti.

Da portare a casa: il semplificato nasce per le imposte erariali, regionali e comunali; l’ordinario copre anche contributi, premi e accise. Davanti a un modulo già compilato la scelta è fatta, e prima di pagare bastano tre controlli: codice tributo, anno di riferimento e sezione.

Il conto aziendale per chi paga l’F24 ogni mese

Apri un conto aziendale Vivid in pochi minuti: IBAN italiani, sotto-conti per mettere da parte quello che serve alle scadenze e i movimenti sempre a portata di app.

Scopri il conto aziendale

Domande frequenti

  • Come faccio a sapere se un F24 è ordinario o semplificato?

    Basta guardare il foglio. Il semplificato sta in una facciata e ha una sola tabella, con la colonna “sezione” compilata con le sigle ER, RG o EL. L’ordinario è più lungo e mostra riquadri separati per erario, INPS, regioni, tributi locali, altri enti previdenziali e accise. Che differenza c’è tra F24 semplificato e ordinario si vede dal numero di sezioni.

  • Quando il versamento riguarda imposte erariali, tributi regionali o tributi degli enti locali, IMU compresa. È il modulo pensato per le scadenze comunali e per i pagamenti singoli. Restano fuori contributi INPS, premi INAIL, accise e versamenti legati agli elementi identificativi di un atto.

  • È la versione completa del modello unificato di versamento, divisa in sezioni separate per ciascun ente destinatario. Permette di pagare imposte, contributi previdenziali, premi assicurativi, tributi locali e accise, compensando nella stessa delega i crediti disponibili.

  • La TARI è un tributo comunale, quindi passa dalla sezione degli enti locali: IMU e altri tributi locali nell’ordinario, sigla EL nel semplificato. Nella pratica il Comune invia quasi sempre il modulo già compilato con l’avviso di pagamento.

  • Il codice ente corrisponde al codice catastale del Comune, quattro caratteri: una lettera e tre cifre. Si trova sull’avviso del Comune, sulle ricevute precedenti e nella tabella dei codici catastali dell’Agenzia delle Entrate, dove la ricerca si fa per denominazione.

  • Nella maggior parte dei casi sì. Per i tributi gestiti dall’Agenzia delle Entrate la modifica della delega si chiede online con il servizio CIVIS oppure allo sportello, indicando gli estremi del versamento. La correzione riguarda i dati della delega: totali versati e crediti già compensati restano quelli indicati.

Nota: i contenuti di questo blog hanno finalità informative e non costituiscono consulenza legale, finanziaria, fiscale o in materia di investimenti. Per la compilazione e il versamento dell’F24 fanno fede modelli, istruzioni e codici pubblicati dall’Agenzia delle Entrate. Prima di agire, rivolgiti a professionisti qualificati.

Altri articoli