Modello F24 predeterminato: cosa contiene e come pagarlo

Tasse e normativa15 min di lettura
Una busta aperta con un modulo F24 già compilato e una carta di pagamento
Redazione Vivid

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La busta arriva dall’Agenzia delle Entrate o dal Comune, e dentro c’è un modulo già pieno: codici, importi, scadenza. È un F24 predeterminato. A chi lo riceve resta un solo compito, pagarlo senza cambiare nulla, e sembra semplice finché l’home banking non mostra alcuna voce con quel nome.

Questa guida segue il foglio dall’alto in basso: cosa contiene, come si distingue dall’ordinario e dal semplificato, quali campi vanno ricopiati con più attenzione. Poi passa ai canali di pagamento, uno per uno, dallo sportello all’online.

In breve:

  • L’F24 predeterminato è un modello già compilato dall’ente che chiede il pagamento: chi lo riceve non modifica codici né importi.
  • Lo inviano l’Agenzia delle Entrate, i Comuni e altri enti, per avvisi, atti e tributi locali.
  • Non è un terzo formato: il modulo può essere ordinario o semplificato, conta chi l’ha compilato.
  • Codice ufficio e codice atto collegano il versamento all’atto e vanno riportati identici.
  • Si paga in banca, alla posta, con i servizi online dell’Agenzia o con l’home banking; chi ha partita IVA paga solo online.

Cos’è il modello F24 predeterminato

L’F24 predeterminato è un modello di pagamento che l’ente creditore compila prima di spedirlo. Al contribuente arriva con i dati al loro posto: codice fiscale, codici tributo, anno di riferimento, importi e, quando servono, i riferimenti dell’atto da cui nasce la somma. Per chi si chiede cos’è un F24 predeterminato, il punto di partenza è questo: si tratta di un normale F24, solo che la compilazione l’ha già fatta qualcun altro.

Da qui discende l’unica regola che conta. I dati si riportano identici, senza correzioni, perché il modulo esiste proprio per evitare che un codice scritto a mano mandi il versamento sul tributo sbagliato. Un importo che non convince si chiarisce con l’ufficio che l’ha emesso, prima della scadenza.

Chi invia l’F24 predeterminato e in quali casi

I mittenti più frequenti sono tre. L’Agenzia delle Entrate lo allega alle comunicazioni che seguono il controllo della dichiarazione, agli avvisi di accertamento e agli atti di contestazione delle sanzioni. I Comuni lo usano per IMU e TARI, spesso insieme all’avviso di pagamento. Altri enti impositori lo spediscono per i propri tributi. L’elenco resta aperto: il modello si presta a qualsiasi somma che l’ente sia in grado di calcolare da solo.

Come riconoscere un F24 predeterminato

Il mod F24 predeterminato si riconosce a colpo d’occhio, perché arriva stampato e non in bianco. In testa i dati anagrafici sono già scritti. Nella sezione Erario compaiono compilati gli spazi codice ufficio e codice atto, che in un modulo preparato da sé restano quasi sempre vuoti. Gli importi sono calcolati al centesimo, spesso con imposta, sanzioni e interessi su righe distinte. Nei tributi locali può esserci anche un identificativo operazione.

F24 predeterminato, ordinario e semplificato: le differenze

Tre nomi per lo stesso sistema di pagamento confondono, ma rispondono a domande diverse. Ordinario e semplificato descrivono il formato del foglio: il primo ha sei sezioni, una per ciascun destinatario, il secondo una sezione unica su una facciata, in uso dal 2012. Il confronto tra i due formati ha una guida dedicata, F24 ordinario o semplificato. Predeterminato indica invece chi ha compilato il modulo. La differenza tra F24 ordinario e predeterminato non sta quindi nei riquadri: un ordinario riempito dall’ente è, a tutti gli effetti, un predeterminato.

CriterioF24 ordinarioF24 semplificatoF24 predeterminato
Chi lo compilaIl contribuente o un intermediarioIl contribuente o un intermediarioL’ente che chiede il pagamento
Cosa si può modificareTutti i campiTutti i campiNessun dato: si riporta come stampato
FormatoSei sezioniSezione unica, una facciataOrdinario o semplificato
Quando si usaImposte, contributi, premi, tributi locali, acciseImposte erariali, regionali e localiAvvisi, atti e tributi calcolati dall’ente

F24 predeterminato e semplificato sono la stessa cosa?

No, e l’equivoco nasce dal fatto che entrambi sembrano più facili dell’ordinario. Il semplificato è un modulo corto, che chiunque può compilare per IMU, IRPEF o addizionali. Il predeterminato può usare proprio quel formato, oppure quello ordinario: a renderlo tale è la compilazione fatta dall’ente. Chiedersi F24 predeterminato o semplificato somiglia a confrontare chi ha scritto una lettera con la carta su cui è scritta. F24 predeterminato e semplificato sono la stessa cosa solo quando l’ente sceglie il modulo breve.

L’F24 predeterminato è ordinario o semplificato?

Per capirlo basta contare i riquadri. Una facciata con una sola tabella e la colonna “sezione” compilata con le sigle ER, RG o EL è il layout semplificato; riquadri separati per Erario, INPS, Regioni e tributi locali indicano l’ordinario. Sapere se un F24 predeterminato è ordinario o semplificato torna utile al momento di pagarlo online. L’home banking chiede di scegliere il modulo prima di aprire i campi, e i dati di un semplificato non entrano nella maschera dell’ordinario. Nel dubbio tra F24 semplificato o predeterminato vale la regola vista sopra: il formato si legge sul foglio.

La regola pratica: ordinario e semplificato descrivono il formato del foglio, predeterminato descrive chi l’ha compilato. Davanti a un modulo già pieno serve capire soltanto quale layout usa, per aprire la maschera giusta quando si paga.

Una lente d’ingrandimento sui campi dei codici di un modulo F24 già compilato

I campi del modello da conoscere prima di pagare

Il modello F24 predeterminato si paga ricopiandolo, e ricopiare bene significa sapere cosa si sta leggendo. Ogni riga ha un compito preciso, e una cifra spostata cambia la destinazione del denaro. I gruppi di dati da riportare sono cinque.

Codice fiscale: in testa al modulo, identifica chi paga.
Codice tributo: dice quale imposta, sanzione o interesse si sta versando.
Anno di riferimento: colloca la somma nel periodo giusto; per un avviso di accertamento è l’anno della violazione, non quello in corso.
Importi a debito: vanno copiati con i centesimi, riga per riga.
Riferimenti dell’atto: codice ufficio, codice atto e, per i tributi locali, l’eventuale identificativo operazione.

Codice ufficio e codice atto

Il codice ufficio di un F24 predeterminato è una sigla di tre caratteri che identifica l’ufficio che ha emesso l’atto. Il codice atto, un numero di undici cifre, identifica l’atto stesso: l’avviso, la comunicazione, l’accertamento. Insieme dicono all’Agenzia a quale pratica appartiene il versamento. Per i codici tributo legati a un atto le istruzioni del modello non lasciano margini: vanno compilati entrambi. Un codice omesso o trascritto male lascia il pagamento scollegato dalla pratica, che non si chiude da sola. Nel ravvedimento operoso, al contrario, il codice ufficio resta vuoto.

Identificativo operazione e dati riservati all’ufficio

L’identificativo operazione vive nella sezione IMU e altri tributi locali. Il Comune lo inserisce quando vuole abbinare il versamento a una posizione precisa, per esempio un avviso TARI, e va riportato carattere per carattere. Alcuni moduli portano anche diciture riservate all’ufficio, riferimenti interni dell’ente. Si ricopiano come stampate quando la maschera di pagamento prevede il campo corrispondente.

Come si paga un F24 predeterminato

Come si paga un F24 predeterminato dipende da chi paga e con quale strumento. I canali sono quattro: sportello di banca o posta, tabaccheria abilitata, servizi online dell’Agenzia delle Entrate e home banking. Chi ha partita IVA ha una strada sola, quella telematica, mentre chi non ce l’ha può scegliere. Il pagamento di un F24 predeterminato segue comunque una regola fissa: importi e codici restano quelli stampati dall’ente. Il canale cambia la forma della ricevuta, non il contenuto della delega.

Cosa serve prima di pagare

A chi si domanda come faccio a pagare un F24 predeterminato senza intoppi, conviene preparare quattro cose prima di iniziare.

Il modulo ricevuto, in originale o in PDF, con tutti i codici leggibili.
Un conto o una carta da cui addebitare l’importo, oppure contanti per lo sportello.
Le credenziali dell’home banking, o l’accesso con SPID, CIE o CNS per i servizi dell’Agenzia.
La data di scadenza, per pagare con qualche giorno di margine.

Dove pagare l’F24 predeterminato

F24 predeterminato, dove si paga? Negli stessi posti di qualsiasi altro F24. Sportelli di banche, uffici postali e agenti della riscossione accettano il modulo cartaceo, le tabaccherie abilitate lo incassano attraverso i propri circuiti, e online restano i servizi dell’Agenzia e l’home banking. Dove pagare un F24 predeterminato lo decide però anche il profilo di chi versa. Chi ha partita IVA è vincolato al canale telematico, e lo stesso vale per chiunque voglia usare crediti in compensazione.

CanaleChi può usarloCome si paga
Banca o ufficio postaleChi non ha partita IVA, senza compensazioniContanti, carta, assegno o addebito sul conto
Tabaccheria abilitataChi non ha partita IVA, senza compensazioniContanti o carta, secondo il circuito
Servizi online dell’AgenziaTutti, anche con compensazioniAddebito sul conto di una banca o di Poste convenzionate
Home bankingTutti, senza compensazioniAddebito sul proprio conto

In banca e alla posta

Chi non ha partita IVA e cerca dove pagare un F24 predeterminato senza passare dal computer trova allo sportello la via più diretta. Basta portare il modulo. In banca e alla posta si paga in contanti, con carta PagoBANCOMAT o Postamat, con assegno oppure con addebito sul conto, e l’operatore restituisce la quietanza timbrata. È la prova del versamento: va conservata insieme all’atto.

In tabaccheria

Molti la cercano come alternativa sotto casa, e in parte lo è. Le tabaccherie abilitate ai servizi di pagamento accettano l’F24 attraverso circuiti privati, di norma per contribuenti senza partita IVA e senza crediti in compensazione. Modelli ammessi, importo massimo e commissione cambiano da circuito a circuito, e negli anni sono cambiati più volte: meglio chiedere al punto vendita prima di presentarsi. Oltre al foglio servono tessera sanitaria e documento d’identità.

Con i servizi online dell’Agenzia delle Entrate

Per un F24 predeterminato dell’Agenzia delle Entrate, come si paga dal sito dell’ente? Si entra nell’area riservata con SPID, CIE o CNS e si sceglie uno dei servizi di pagamento F24, F24 web o F24 online. I dati si ricopiano dal foglio, compresi i due codici dell’atto nella sezione Erario, poi si indica l’IBAN da addebitare, che deve appartenere a un conto presso una banca o Poste convenzionate con l’Agenzia. La ricevuta resta nell’area riservata. Le deleghe con crediti in compensazione passano solo da qui.

Come pagare l’F24 predeterminato online

Un F24 predeterminato si può pagare online, e per molti è la soluzione più comoda: niente code, ricevuta disponibile subito, addebito dal proprio conto. Le strade sono tre, cioè il sito della banca, la sua app e i servizi telematici dell’Agenzia. I titolari di partita IVA pagano solo così. Pagare online l’F24 predeterminato chiede però un passaggio che allo sportello fa l’operatore: i dati si ricopiano a mano, campo per campo, nella maschera giusta.

Pagare con l’home banking passo dopo passo

Le interfacce cambiano da banca a banca, il percorso molto meno. Ecco come pagare un F24 predeterminato dall’home banking in cinque passaggi, validi per la maggior parte degli istituti e per il sito di Poste Italiane.

I cinque passaggi nell’home banking

1
Accedere all’home banking

Login con le proprie credenziali e con la conferma che la banca richiede, dall’app o con un codice.

2
Aprire la sezione F24

Sta tra pagamenti, tasse o adempimenti. Lì si sceglie il modello ordinario o semplificato, lo stesso layout del foglio ricevuto.

3
Ricopiare ogni campo

Codice fiscale, sezione, codice tributo, anno di riferimento e importi, poi codice ufficio e codice atto se il modulo li riporta.

4
Controllare e confermare

Il totale a schermo deve coincidere al centesimo con il saldo stampato. Poi si conferma con il codice di sicurezza.

5
Salvare la ricevuta

La quietanza in PDF resta nell’archivio dell’home banking: scaricarla subito permette di tenerla accanto all’atto.

Se la banca non ha la voce “predeterminato”

Molte banche non offrono una voce dedicata, ed è qui che nasce il dubbio su come pagare l’F24 predeterminato. La soluzione più diffusa è il modulo standard. Si apre l’F24 ordinario, o il semplificato se il foglio usa quel layout, e si trascrivono tutti i dati, compresi codice atto e codice ufficio nella sezione Erario. Non ogni maschera mostra però tutti i campi. Se manca lo spazio per un riferimento stampato sul foglio, la strada più sicura porta ai servizi dell’Agenzia, dove la delega è completa.

Pagare dall’app della banca

Su come si paga il modello F24 predeterminato dallo smartphone c’è poco da aggiungere: la logica è quella del sito, su uno schermo più piccolo. La voce F24 si trova quasi sempre tra i pagamenti. Prima di confermare conviene ingrandire il riepilogo e rileggere codice atto e anno di riferimento, le due righe che sfuggono più facilmente. Qualche app lascia l’F24 alla sola versione web: in quel caso il percorso riparte dal computer.

Chi deve pagare per forza online

Per chi ha partita IVA la risposta è netta. Tutti i titolari di partita IVA presentano l’F24 solo con modalità telematiche, e la regola vale anche quando il modulo arriva già compilato: pagare l’F24 predeterminato allo sportello, per loro, non si può. Le vie sono i servizi dell’Agenzia, l’internet banking di banche e Poste convenzionate e gli intermediari abilitati come il commercialista. I contribuenti senza partita IVA scelgono liberamente tra sportello e online. Una regola vale per tutti: con crediti in compensazione, la delega segue sempre il canale telematico dell’Agenzia delle Entrate.

Errori frequenti e come rimediare

Gli inciampi si ripetono, e quasi tutti si sistemano con una richiesta all’ufficio giusto.

Un codice tributo o un codice atto trascritto male: il versamento arriva, ma non si abbina alla pratica.
Un anno di riferimento sbagliato, che attribuisce la somma a un altro periodo.
Un importo diverso da quello stampato, spesso per una riga saltata.
Un pagamento fatto dopo la scadenza indicata nell’atto.

Per i tributi gestiti dall’Agenzia delle Entrate la correzione dei dati della delega si chiede online con il servizio CIVIS oppure in ufficio, indicando gli estremi della ricevuta. Per una differenza di importo o un versamento oltre il termine, la strada la indica l’atto stesso: la comunicazione riporta le istruzioni per regolarizzare, e l’ufficio che l’ha emessa le conferma. Muoversi presto tiene la correzione semplice.

Il pagamento non compare nel cassetto fiscale

Il cassetto fiscale registra i versamenti F24, ma non in tempo reale: tra il pagamento e la comparsa nella sezione dei versamenti passa di norma qualche giorno. Nel frattempo la prova è la quietanza di banca, posta o Agenzia. Se dopo alcune settimane il versamento ancora non risulta, il passo successivo è contattare l’ufficio con la ricevuta alla mano, perché il riscontro parte dagli estremi del pagamento.

La quietanza del pagamento F24 fermata con una graffetta all’atto, in una cartellina

F24 predeterminato per imprese e liberi professionisti

In un’attività l’F24 predeterminato arriva accanto alle scadenze ricorrenti di IVA, ritenute e contributi, e merita lo stesso metodo. Contano tre abitudini: segnare la scadenza appena arriva l’atto, avere i fondi sul conto il giorno dell’addebito, archiviare la quietanza con la contabilità. Con un conto aziendale Vivid i sottoconti con IBAN proprio si aprono direttamente dall’app e tengono da parte la quota per le imposte.

Chi lavora in proprio ritrova la stessa logica nel conto per liberi professionisti, dove le uscite verso il fisco restano separate da quelle personali e visibili sull’estratto conto.

Dalla Web App di Vivid gli F24 si compilano e si inviano con le sezioni del modello ordinario. La conferma arriva subito, e la ricevuta ufficiale dell’autorità fiscale si allega da sola alla transazione. I pagamenti F24 online sono inclusi in tutti i piani, e il commercialista può prepararli con il ruolo di Assistente o Admin.

Da portare a casa: l’F24 predeterminato è un modulo già compilato dall’ente e si paga ricopiandolo identico. Il formato decide quale maschera aprire, i due codici dell’atto legano il versamento alla pratica, e la quietanza è la prova da conservare.

Il conto aziendale per le scadenze F24

Con Vivid Business gli F24 partono dalla Web App e i sottoconti con IBAN proprio tengono da parte quello che serve alle imposte.

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Domande frequenti

  • Cosa vuol dire modello F24 predeterminato?

    Vuol dire che il modulo è già compilato dall’ente che chiede il pagamento, con codici, importi e riferimenti dell’atto. Chi lo riceve non lo modifica: lo paga riportando i dati così come sono stampati.

  • Il semplificato è un formato, il modulo breve con una sezione unica. Predeterminato indica chi ha compilato il modulo, cioè l’ente. Per questo un F24 predeterminato può usare sia il layout semplificato sia quello ordinario.

  • Sì, per chi non ha partita IVA. Allo sportello di banche, uffici postali e agenti della riscossione si paga anche in contanti, e le tabaccherie abilitate accettano contanti o carta. I canali telematici dell’Agenzia richiedono invece un conto presso una banca o Poste convenzionate con l’Agenzia.

  • Dove l’atto lo consente, i crediti disponibili si indicano nella delega. In quel caso l’F24 passa solo dai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, con o senza partita IVA. Le somme escluse dalla compensazione sono indicate nella comunicazione ricevuta.

  • La prima prova è la quietanza rilasciata da banca, posta o Agenzia, cartacea o in PDF. Dopo qualche giorno il versamento compare anche nel cassetto fiscale, nella sezione dedicata ai versamenti F24.

  • Un errore nei codici o nell’anno si corregge. Per i tributi dell’Agenzia delle Entrate si usa il servizio CIVIS o lo sportello, indicando gli estremi del versamento. Per una differenza di importo il riferimento è l’ufficio che ha emesso l’atto, con la ricevuta alla mano.

Nota: i contenuti di questo blog hanno finalità informative e non costituiscono consulenza legale, finanziaria, fiscale o in materia di investimenti. Per la compilazione e il pagamento dell’F24 fanno fede il modulo ricevuto, le istruzioni dell’ente che l’ha emesso e le indicazioni pubblicate dall’Agenzia delle Entrate. Prima di agire, rivolgiti a professionisti qualificati.

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