Come aprire una S.r.l.: costi, requisiti e funzionamento

Forme giuridiche e costituzione20 min di lettura
Timbro sollevato su un documento con l’impronta fresca e una moneta: aprire una s.r.l.
Redazione Vivid

La redazione di Vivid scrive di costituzione d'impresa, finanza e lavoro autonomo, con guide pratiche su conti aziendali, tasse e finanziamenti per founder e liberi professionisti.

La società a responsabilità limitata è la forma con cui un’attività smette di coincidere con la persona che la porta avanti. Il patrimonio dell’impresa e quello dei soci restano separati, e questa separazione è il motivo per cui molte piccole e medie imprese italiane scelgono la s.r.l. quando iniziano a crescere.

Per aprire una s.r.l. servono almeno un socio, un capitale sociale di 10.000 euro nella versione ordinaria, un notaio che riceva l’atto costitutivo e l’iscrizione al Registro delle Imprese. I requisiti per una s.r.l. sono pochi e i passaggi sono precisi. Questa guida li mette in fila: che cosa significa la sigla, come aprire una s.r.l. passo per passo, quanto costa e come funziona la società una volta avviata.

In breve:

  • Che cos’è: la SRL è una società di capitali con personalità giuridica propria, in cui i soci rispondono solo con quanto hanno conferito.
  • Capitale: almeno 10.000 euro per la s.r.l. ordinaria, da 1 euro per la s.r.l.s., che però va versato per intero.
  • Come si apre: atto costitutivo davanti al notaio, conto aziendale per il versamento, partita IVA e iscrizione al Registro delle Imprese.
  • Quanto costa: la voce principale è il notaio, da 1.600 a 2.000 euro, a cui si aggiungono diritti camerali, imposte e il compenso del commercialista.
  • Fatturato minimo: non esiste, nessuna norma fissa una soglia di ricavi.

S.r.l.: cos’è, cosa significa e come funziona

La sigla sta per società a responsabilità limitata e si scrive sia SRL sia s.r.l. Che cosa vuol dire, in concreto, lo dice la formula stessa: la responsabilità dei soci verso i creditori si ferma alla quota sottoscritta. È la caratteristica che separa questa società da una ditta individuale o da una società di persone, dove il patrimonio personale e quello dell’impresa restano una cosa sola.

La società a responsabilità limitata è una società di capitali ed è una persona giuridica, cioè un’entità distinta e separata dai soci (persone fisiche) che ne fanno parte. Questo implica che la s.r.l. è anche un soggetto di diritto autonomo e ha un patrimonio separato da quello dei soci.

Il punto chiave della s.r.l. è proprio questo: in caso di fallimento, il socio perde solo quanto investito come capitale sociale e non corre nessun rischio sui beni personali. Si dice che la s.r.l. ha un’autonomia patrimoniale perfetta.

Dentro la società il capitale è diviso in quote, non in azioni, e ogni quota misura il peso del socio nelle decisioni e negli utili. Le quote si modellano sullo statuto, con diritti di voto particolari, ingressi graduati o clausole sulla circolazione. Sono queste caratteristiche a distinguere la s.r.l. dalla s.p.a., pensata invece per strutture grandi e per la raccolta di capitale sul mercato.

S.r.l. o s.r.l.s?

In Italia esistono diversi tipi di s.r.l.: la s.r.l. ordinaria, la s.r.l.s. (semplificata) e fino a qualche anno fa anche la s.r.l. a capitale ridotto, oggi però non più attiva. La differenza principale tra le varianti sta nel capitale sociale minimo e nelle formalità richieste.

La s.r.l. ordinaria richiede almeno 10.000 euro di capitale sociale, e all’atto di apertura è possibile versarne subito anche solo il 25% se i soci sono più di uno, nel resto negli anni. La s.r.l.s. invece nasce per chi preferisce partire con poche risorse e procedure più snelle, e si può costituire con capitale sociale anche di 1 euro. Ma è obbligatorio versarlo integralmente subito.

La s.r.l.s. è nata per abbattere le barriere di ingresso, è la forma ideale per chi vuole avviare attività indipendenti o start-up, testare un business senza immobilizzare capitali e con costi minimi. Il capitale ridotto, però, può rendere difficoltoso accedere al credito bancario. Inoltre la governance è meno flessibile: non è possibile modificare liberamente lo statuto.

Una s.r.l. ordinaria conviene invece a chi ha già investitori, cerca una governance più articolata, vuol crescere o accedere più facilmente a finanziamenti.

Caratteristica S.r.l. ordinaria S.r.l.s.
Capitale sociale minimo 10.000 euro 1 euro
Versamento all’avvio Almeno il 25% con più soci Integrale
Conferimenti In denaro oppure in natura Solo in denaro
Statuto Personalizzabile Modello standard

Come costituire una S.r.l.: tutti i passaggi

Per aprire una s.r.l. occorre almeno un socio, persona fisica (maggiorenne) ma anche persona giuridica (altre società). Se il fondatore è uno solo si parla di s.r.l. unipersonale o s.r.l. a socio unico, e all’aspetto pratico non cambia quasi nulla.

Se i soci sono più di uno, è obbligatorio eleggere un amministratore, responsabile della gestione ordinaria e riferimento per tutti gli adempimenti fiscali e legali, che può coincidere con un socio o essere una figura esterna.

Nei casi in cui sono previsti è necessario anche individuare gli organi di controllo, che può essere un solo professionista (sindaco unico, revisore legale dei conti) o un gruppo (collegio sindacale). L’articolo 2477 del codice civile fa scattare l’obbligo quando per due esercizi consecutivi viene superato almeno uno di questi limiti:

attivo dello stato patrimoniale superiore a 4 milioni di euro;
ricavi delle vendite e delle prestazioni superiori a 4 milioni di euro;
più di 20 dipendenti occupati in media durante l’esercizio.

L’obbligo viene meno quando per tre esercizi consecutivi nessuno dei tre limiti viene superato.

1
I soci e l’amministratore

Basta un socio, persona fisica o altra società. Con più soci va eletto un amministratore, che può essere uno di loro oppure una figura esterna.

2
Documenti, statuto e capitale

Servono i documenti d’identità dei soci, l’atto costitutivo e lo statuto, più PEC e firma digitale. Il capitale minimo della s.r.l. ordinaria è di 10.000 euro.

3
Il conto aziendale

Il conto va aperto prima della firma, perché deve essere pronto a ricevere il versamento del capitale, meglio se con IBAN italiano.

4
L’atto dal notaio

Il notaio riceve l’atto costitutivo e certifica il versamento del capitale. Dal 2021 la firma può avvenire anche in videoconferenza.

5
Partita IVA e Registro delle Imprese

Entro dieci giorni il commercialista apre la partita IVA, comunica la nascita della società alla Camera di Commercio e la iscrive al Registro delle Imprese.

6
La SCIA al Comune

Prima di iniziare l’attività la segnalazione certificata va presentata online allo sportello SUAP del Comune in cui la società ha sede.

Documenti e requisiti

I documenti necessari variano a seconda dei casi, ma quelli sempre sono:

documenti d’identità dei soci;
atto costitutivo;
statuto della società.

Occorre dotarsi di una casella di posta elettronica certificata (PEC), firma digitale per tutti i soci, software di fatturazione elettronica ed eventuali credenziali SPID.

Il capitale sociale

All’atto di costituzione di una s.r.l. ordinaria occorre versare un capitale sociale minimo di 10.000 euro. La somma può essere versata tutta subito o anche solo il 25%, se ci sono più soci. Nel caso della s.r.l.s., basta 1 euro come capitale, ma va versato tutto integralmente.

Il capitale può essere conferito in denaro o in natura, sotto forma di materiali, crediti o aziende. Se il capitale sociale viene versato in beni diversi dal denaro, di solito occorre una perizia che ne attesti il valore effettivo.

Conto corrente per s.r.l.

Per aprire una s.r.l. è obbligatorio che l’impresa abbia un conto corrente aziendale dedicato. Il conto deve essere già aperto e pronto per ricevere il bonifico istantaneo (in caso di versamento in denaro), meglio se dotato di IBAN italiano e di tante funzionalità (carte di pagamento, interessi sulla liquidità, strumenti per la gestione delle finanze, prestiti, ecc.).

Scegliere con attenzione il conto per la propria s.r.l. significa selezionare un partner affidabile, gestire al meglio la tesoreria, avere il controllo sulle spese, accedere a prodotti di risparmio o investimento e altro ancora.

Costituzione e registrazione della società

I soci ci sono, l’amministratore pure. Il capitale sociale e lo statuto sono pronti: è il momento di rivolgersi a un notaio. Il professionista prepara l’atto costitutivo e certifica il versamento del capitale iniziale (bonifico istantaneo o assegno circolare).

Dopo la firma dell’atto notarile da parte dei soci, il commercialista incaricato dalla nuova s.r.l. provvede entro dieci giorni a:

richiedere l’apertura della partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate;
comunicare la nascita della società alla Camera di Commercio;
iscrivere la società nel Registro delle Imprese territoriale,

Prima di iniziare qualsiasi attività, la s.r.l. deve anche presentare online la comunicazione di inizio attività chiamata SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) allo sportello SUAP del Comune in cui ha sede.

Aprire una s.r.l. online

Dal 2021, con il Decreto Legislativo n. 183/2021, è possibile anche aprire una s.r.l. o una s.r.l.s. online, con una procedura semplificata. L’atto costitutivo, in presenza di conferimenti in denaro e sede italiana, può essere redatto come atto pubblico informatico.

Il notaio riceve la firma delle parti anche tramite videoconferenza, grazie alla piattaforma messa a disposizione dal Consiglio Nazionale del Notariato.

Come si chiude una s.r.l.

Chiudere una s.r.l. richiedere una procedura di liquidazione: si vendono i beni, si pagano i debiti, si distribuiscono le eventuali residue tra i soci. Il procedimento si conclude con la cancellazione dal Registro delle Imprese e con un costo che può variare da 1.500 a 2.000 euro, più gli onorari del commercialista e gli oneri di chiusura.

Il percorso in sintesi:

  • Un socio basta, l’amministratore serve quando i soci sono più di uno.
  • Il conto aziendale si apre prima della firma, perché è lì che arriva il capitale.
  • Il notaio riceve l’atto costitutivo, dal 2021 anche in videoconferenza.
  • Entro dieci giorni arrivano partita IVA, Camera di Commercio e Registro delle Imprese.
  • La SCIA allo sportello SUAP precede l’inizio dell’attività.

Come si prelevano gli utili

Il socio di s.r.l. non può prelevare a piacere una somma dal conto della società. L’unico modo è la distribuzione dell’utile, o dividendo. La distribuzione avviene con una precisa procedura:

l’assemblea dei soci approva il bilancio e da l’ok;
il verbale viene registrato e depositato al Registro delle Imprese;
viene effettuato il pagamento;
scatta la ritenuta d’imposta.

In caso di perdite pregresse, occorre colmare il gap e accantonare il 5% a riserva legale, fino al 20% del capitale.

Compenso per amministratore

Un altro modo per prelevare utili dalla società è attraverso il compenso di amministratore. L’amministratore della s.r.l. può essere remunerato con un compenso stabilito dallo statuto o dall’assemblea. Può essere erogato in modo fisso, variabile o misto, e viene normalmente pagato con cadenza mensile o periodica con busta paga.

Cessione quote, aumento di capitale e modifiche allo statuto

Se un socio vuole cedere la propria quota, serve un atto notarile o un intervento del commercialista in casi specifici. Il valore delle quote si stabilisce spesso tramite perizia. L’ingresso di nuovi soci necessita, nella maggior parte dei casi, di un aumento di capitale con delibera assembleare, atto notarile e verbalizzazione.

Le modifiche statutarie per cambiare oggetto sociale, regole di governance, quote o deleghe degli amministratori, richiedono sempre una modifica ufficiale dello statuto da compiersi con intervento del notaio e successiva registrazione.

Quanto costa aprire una S.r.l.?

Quanto costa costituire una SRL dipende quasi tutto da due voci: il notaio all’avvio e il commercialista ogni anno. Il resto sono importi fissi e prevedibili, uguali per quasi tutte le società. La tabella raccoglie le spese che ricorrono nella fase di apertura e nei dodici mesi successivi, così il conto si fa prima della firma e non dopo.

Voce di spesa Quando Importo indicativo
Notaio per l’atto costitutivo All’apertura Da 1.600 a 2.000 euro
Diritti camerali All’apertura e ogni anno Da 120 a 200 euro
Tassa sui registri sociali Ogni anno Circa 300 euro
Deposito del bilancio Ogni anno Circa 40 euro
Commercialista Ogni mese Da 300 euro

Costi di apertura di una S.r.l.

L’avvio della s.r.l. comporta in media un costo per il notaio tra 1.600 e 2.000 euro, a cui si aggiungono i diritti camerali (circa 120-200 euro), la tassa per i registri sociali (circa 300 euro l’anno), le spese per la gestione delle pratiche iniziali e le imposte per il deposito del bilancio (circa 40 euro). Tra bolli e altre piccole spese il totale annuo per la sola parte burocratica si aggira tra i 500 e 700 euro.

Costi di gestione di una S.r.l.

Il principale costo fisso della s.r.l. è la contabilità. Il commercialista è una figura fondamentale per una società di capitali, perché si occupa della contabilità ordinaria, delle dichiarazioni fiscali, dei bilanci e degli adempimenti obbligatori. Un professionista richiede in media 300 euro al mese, ma la cifra può salire in proporzione al numero di dipendenti e all’aumento delle operazioni.

Poi ci sono i costi bancari. Le banche tradizionali chiedono un canone mensile molto alto per le PMI, se si sceglie un conto aziendale online i costi possono essere decisamente più bassi (oltre che scaricabili).

Infine vanno considerate le spese per il business, che chiaramente variano da caso a caso: stipendi, canoni di locazione e utenze, software e licenze, veicoli aziendali, materie prime e altro ancora.

Da ricordare sui costi:

  • La voce più alta è una sola e cade all’avvio: il notaio.
  • Diritti camerali, tassa sui registri sociali e deposito del bilancio tornano ogni anno.
  • Il commercialista è il costo fisso che pesa di più nel tempo.
  • Le spese del conto cambiano parecchio a seconda della soluzione scelta.

Come funziona una S.r.l. dopo l’apertura?

Firmato l’atto e ottenuta la partita IVA, la s.r.l. comincia a camminare da sola. Come funziona una s.r.l. nel quotidiano si capisce guardando tre cose: chi possiede le quote, chi prende le decisioni e con quali scritture l’impresa racconta i propri numeri. Sapere che società è la s.r.l. sul piano formale serve poco senza questi tre piani, che restano separati per tutta la vita dell’azienda.

Una pedina, un disco con uno spicchio staccato e un foglio contabile: amministratore, quote e contabilità di una s.r.l.

Soci, quote e responsabilità

Il capitale della s.r.l. è diviso in quote, e la quota misura tre cose insieme: il peso del voto in assemblea, la parte di utile che spetta e l’importo su cui il socio risponde. Chi ha sottoscritto e versato la propria quota ha esaurito l’impegno verso i creditori, perché delle obbligazioni sociali risponde il patrimonio dell’impresa.

I soci che non amministrano mantengono comunque un potere di controllo. Il codice civile, all’articolo 2476, riconosce loro il diritto di avere notizie sull’andamento degli affari sociali e di consultare i libri e i documenti relativi all’amministrazione, anche tramite un professionista di fiducia.

Amministratore e gestione della società

L’amministratore è la figura che firma per la società: segue la gestione ordinaria, tiene i rapporti con fornitori e istituti di pagamento, risponde degli adempimenti fiscali. Può essere un socio oppure una persona esterna, unico oppure parte di un consiglio, e i poteri di ciascuno si scrivono nello statuto.

Le decisioni che pesano restano invece dei soci: il bilancio, gli utili, lo statuto, l’ingresso di nuovi soci. Lo stesso articolo 2476 stabilisce che gli amministratori rispondono verso la società dei danni derivanti dall’inosservanza dei doveri previsti dalla legge o dall’atto costitutivo, ed è il motivo per cui le deleghe si scrivono con precisione.

Regime contabile e adempimenti

La s.r.l. è sempre obbligata alla contabilità ordinaria, senza eccezione: non può adottare regimi semplificati, come il regime forfettario (per le ditte individuali) o semplificato (per società di persone che rispettano certi limiti). La contabilità ordinaria prevede la tenuta del libro giornale, degli inventari, i registri IVA e la redazione del bilancio d’esercizio.

La legge italiana distingue però tra diverse forme di bilancio. Le microimprese possono redigere un bilancio molto semplificato: sono quelle che per due esercizi consecutivi non superano due di questi tre limiti, cioè 220.000 euro di attivo, 440.000 euro di ricavi e 5 dipendenti in media nell’esercizio.

Il bilancio in forma abbreviata segue la stessa logica con limiti più alti: 5,5 milioni di euro di attivo, 11 milioni di ricavi e 50 dipendenti, sempre con la regola dei due limiti su tre. Quando la società supera anche questa soglia, il bilancio ordinario completo diventa obbligatorio.

Il calendario, invece, è uguale per tutte. L’articolo 2478-bis del codice civile fissa la presentazione del bilancio ai soci entro centoventi giorni dalla chiusura dell’esercizio, e il deposito della copia approvata al Registro delle Imprese entro trenta giorni dalla decisione che lo approva. Nel mezzo corrono la fatturazione elettronica, le liquidazioni IVA e le scritture obbligatorie, cioè il lavoro che il commercialista distribuisce lungo tutto l’anno.

Fatturato minimo per una S.r.l.: esiste una soglia?

Non esiste un fatturato minimo per una SRL. Nessuna norma fissa una soglia di ricavi per costituire la società, per mantenerla iscritta al Registro delle Imprese o per continuare ad amministrarla, e un esercizio può chiudersi con ricavi pari a zero restando perfettamente in regola.

La soglia, semmai, è economica e non giuridica. I costi fissi della struttura restano gli stessi a qualsiasi livello di ricavi, quindi la forma dà il meglio quando il volume d’affari è stabile. Al di sotto restano praticabili formule più leggere, come la ditta individuale.

Tassazione s.r.l.

La tassazione imposta alle s.r.l. colpisce sia la società sia il socio (persona fisica). La società paga un’aliquota fissa del 24% di IRES (Imposta sul reddito delle società) sul reddito imponibile, a cui va aggiunto l’IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive) che varia dal 3,9% a salire, in base alla regione e all’attività.

Il socio che preleva degli utili (dividendi) è tassato ulteriormente: sulla somma percepita viene applicata una ritenuta a titolo d’imposta del 26%. La società deve versare questa ritenuta tramite modello F24, e il socio riceve una Certificazione Unica (Cupe).

L’amministratore che svolge attività effettiva è tassato diversamente. In questo caso la s.r.l. è tenuta ad applicare:

le ritenute IRPEF come lavoro assimilato a dipendente o autonomo, a scaglioni progressivi;
i contributi INPS gestione separata, circa il 33% del compenso lordo.

Costi deducibili e spese scaricabili

La s.r.l. può scaricare tutti i costi provenienti dall’attività per abbattere il proprio reddito imponibile ai fini IRES, come ad esempio:

acquisto di merci e materie prime;
spese per i dipendenti;
affitti e canoni leasing;
utenze;
spese di pubblicità e marketing;
consulenze e costi per servizi professionali;
spese di rappresentanza;
spese bancarie;
quote di ammortamento di beni materiali e immateriali.

Anche il compenso dell’amministratore è deducibile ai fini IRES, e quindi riduce l’imponibile della società. Non tutte le spese sono scaricabili al 100%, alcune sono soggette a limiti o condizioni precise.

Vantaggi e svantaggi di una s.r.l.

La s.r.l. è una forma giuridica che offre parecchi vantaggi alla piccola media impresa:

protezione del patrimonio personale;
possibilità di pianificare la fiscalità;
possibilità di coinvolgere nuovi soci e investitori;
flessibilità di gestione assai maggiore rispetto alle società di persone.

Gli utili possono essere reinvestiti o distribuiti con regole trasparenti, e ogni socio è libero di cedere le proprie quote e di investire nuovamente quando vuole.

E i contro? Anzitutto, i costi amministrativi e di gestione sono elevati rispetto ad altri modelli. E poi la burocrazia è abbondante: ogni attività deve essere documentata, il bilancio va redatto e depositato annualmente, c’è l’obbligo di contabilità ordinaria e di note integrative.

Serve il supporto costante di più professionisti, perché la trasparenza nei confronti del fisco e dei creditori è totale.

I rischi di una s.r.l.

I soci di una s.r.l. rischiano solo il capitale che hanno conferito, tranne in presenza di garanzie personali prestate alla banca o violazione di obblighi di legge.

Gli amministratori invece hanno una responsabilità molto più estesa: devono gestire ogni aspetto societario con diligenza e rispondono verso i soci, i creditori, il fisco e anche penalmente in caso di reati fiscali o gestionali.

Il conto per la tua nuova società

Appena la società è costituita, apri il conto business Vivid completamente online. I sotto-conti con IBAN dedicato separano capitale, tasse e spese correnti fin da subito.

Apri il conto business

FAQ

  • Qual è la differenza tra una s.r.l. e una s.r.l.s.?

    La differenza principale tra s.r.l. e s.r.l.s. è nei costi, nella governance e nell’accesso al credito. La s.r.l.s. richiede meno risorse all’avvio, ma dà meno spazio a personalizzazioni e può avere più difficoltà a ottenere finanziamenti significativi. Una s.r.l. ordinaria è più costosa da aprire, ma dal punto di vista della crescita e della gestione è più versatile.

  • La ditta individuale è la forma più semplice per avviare una nuova attività. I costi di apertura sono contenuti e la gestione è ampiamente semplificata. Lo svantaggio però è che il titolare risponde con tutto il proprio patrimonio presente e futuro dei debiti contratti dall’impresa. La s.r.l. divide invece tra i beni personali e quelli aziendali e offre una protezione, che fa la differenza per chi vuole fare business. Dal punto di vista fiscale, la s.r.l. consente di fare una pianificazione fiscale ottimizzata per le PMI, la ditta individuale può accedere al regime forfettario sotto determinati requisiti ma sopra un certo volume di fatturato è sconveniente.

  • La s.r.l. è una società di capitali, con personalità giuridica autonoma e autonomia patrimoniale perfetta. La s.n.c. (società in nome collettivo) è una società di persone dove ogni socio risponde illimitatamente e solidalmente delle obbligazioni sociali. Per aprire una s.r.l. serve versare un capitale minimo, mentre nella s.n.c. non serve. La s.r.l. è soggetta a tassazione IRES e IRAP, la s.n.c. paga l’IRAP e segue il regime di trasparenza, quindi sono i soci a pagare l’IRPEF sulla quota di utile. La s.r.l. è obbligata a depositare il proprio bilancio ogni anno presso il Registro delle Imprese, la s.n.c. invece è una società privata e ha meno obblighi contabili. Inoltre la s.r.l. ha l’obbligo di avere un conto corrente aziendale, la s.n.c. è tenuta ad avere un conto dedicato solo per volumi di fatturato superiori a 400.000 euro.

  • Una s.r.l. immobiliare è una società che opera nel settore degli immobili acquistando, gestendo, affittando o vendendo beni immobili. Spesso offre una gestione più strutturata del patrimonio e permette di separare i rischi personali da quelli legati al mattone. Questa forma societaria ha costi più alti rispetto alla gestione da privato, ma può essere conveniente quando gli immobili sono numerosi o quando l’attività è continuativa.

  • Le s.r.l. possono adottare strategie di pianificazione fiscale, come creare una holding societaria per abbassare il carico fiscale, accedere più facilmente a deduzioni e credito d’imposta, ottimizzare la distribuzione dei dividendi e strutturare la pianificazione di passaggio generazionale e crescita patrimoniale in modo efficiente. Diversi strumenti permettono a chi investe in beni strumentali di accedere a bonus, incentivi e crediti d’imposta, ma va sempre consultato un commercialista aggiornato.

  • No, la normativa italiana non prevede nessun fatturato minimo obbligatorio per costituire, mantenere o continuare a gestire una s.r.l. Lavorare senza fatturato è teoricamente possibile e nessuna legge richiede una soglia di ricavi annuali per la sopravvivenza della società.

  • Se una società a responsabilità limitata chiude in perdita i soci rischiano solo per il capitale sottoscritto e le somme versate. Se durante la liquidazione emergono dei debiti e sono stati distribuiti degli utili ai soci, i creditori possono rifarsi verso quelle somme. In caso contrario, non ci sono rischi personali per nessun socio.

Questo articolo ha finalità puramente informative e non costituisce consulenza legale, fiscale o finanziaria. Norme, prezzi e condizioni possono cambiare in qualsiasi momento e non si garantisce completezza o esattezza. Verifica le condizioni aggiornate presso il fornitore o rivolgiti a un professionista. Vivid Money S.A. è un istituto di moneta elettronica vigilato dalla CSSF e non è una banca; i fondi dei clienti sono custoditi separatamente dal patrimonio della società. I marchi e i nomi dei prodotti citati appartengono ai rispettivi titolari. I conti a interesse e crypto e i servizi di investimento sono forniti da Vivid Money B.V. e sono prodotti di investimento: gli investimenti comportano rischi, i rendimenti sono variabili e non garantiti e il valore di un investimento può aumentare o diminuire.

Altri articoli